Traduzione, realia, stonature, pensieri e… popcorn!

Quanto è opportuno adattare in una traduzione? Quanto sono importanti i cosiddetti realia?

Ieri sera stavo riguardando una delle mie serie storiche preferite, made in USA e ambientata nel Connecticut.

Mi stavo godendo un (rarissimo) momento di relax, ma il mio essere traduttrice ha prevalso quando la protagonista della serie ha affermato di aver dato delle cose in beneficenza e nomina un ente benefico tipicamente italiano.

La prima domanda che mi sono posta è quale fosse l’ente originale menzionato (forse Goodwill?), poi ho cominciato a pensare alla scelta che io avrei fatto. È un adattamento eccessivo usare un ente tipicamente italiano in una storia ambientata in un Paese e in una cultura diversa? Forse era meglio generalizzare con un semplice “dare in beneficenza”? 
Ma soprattutto, questa scelta mi ha straniata per via del mio lavoro oppure l’avrei trovata strana anche se mi occupassi di tutt’altro?

Ogni testo è diverso, pone sfide uniche e di conseguenza permette rese e soluzioni specifiche. In generale, anche se ogni caso è a sè, ritengo che l’ambientazione e la cultura di partenza siano degli elementi fondamentali che devono essere (più o meno) mantenuti. 

Ma quanto è opportuno adattare in una traduzione? A ogni testo la sua risposta!

#translation#fiction#series#cultures